Xbox series X si chiamerà semplicemente Xbox

Xbox series X si chiamerà semplicemente Xbox.

Il nome in codice era “Project Scarlett”, poi ai The Game Awards 2019 è stata battezzata Xbox Series X. La console di nuova generazione di Microsoft però si chiamerà semplicemente Xbox. Meglio così. Cosa sappiamo? Uscirà nel 2020 (come anche Playstation 5) e sostituirà l’attuale Xbox One X.

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Playstation 5 esce a Natale 2020. Come sarà il nuovo controller

Playstation 5 esce a Natale 2020

Ora c’è la conferma ufficiale. Sony ha confermato che la sua prossima console si chiamerà PlayStation 5 (e su questo punto i dubbi erano pochi ndr) e che debutterà sul mercato a Natale 2020. In una intervista a Wired America Jim Ryan il ceo di Sony Interactive Entertainment ha svelato le caratteristiche del nuovo Dualshock 5. Il controller della nuova macchina da gioco possiede due novità. Un sistema aptico che sostituisce la tecnologia di vibrazione “Rumble” e promette feedback differenti a secondo di quello che accade nel gioco. E una novità chiamata “Adaptive Triggers” che garantisce una maggiore sensazione di precisione dei due “grilletti” L2/R2. Il manager della multinazionale giapponese ha tenuto a precisare che la Ps4 continuerà a essere supportata lato software con produzioni videoludiche tripla A come Death Standing, The Last of Us e Ghost of Tsushima.

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La nuova Xbox si sdoppia: ci sarà anche la versione solo digitale

La nuova Xbox si sdoppia: ci sarà anche la versione solo digital

Chiamata in codice Lockhart, sarà una macchina più leggera ed economica pensata per lo streaming

 

xbox virtuale

Dopo Scarlett ecco Lockhart. E’ il nome in codice della nuova Xbox, una macchina da gioco che, promette Microsoft, «creerà un nuovo standard quanto a potenza, velocità e performance». La seconda invece è la vera novità o meglio, un grande ritorno. È spuntata di sottecchi tra le persone più vicine all’azienda e designa una versione «economica» della nuova Xbox che prosegue la linea inaugurata dalla One All Digital. L’idea è di avere una console tutta digitale, senza lettori fisici. Una macchina pensata per chi vuole scaricare i giochi e riprodurli direttamente dall’hard disk (che sarà a stato solido come sulle prossime PlayStation 5 e Xbox). Sarà meno potente della sorella maggiore ma comunque più performante delle attuali console.

Secondo il sito Kotaku, a livello grafico avremo una risoluzione massima di 1440p e 60 frame al secondo contro i 4K e 60 frame al secondo delle concorrenti di prossima generazione. Lockhart però potrà fare leva su xCloud, il neonato servizio di streaming simile a Google Stadia già in anteprima in Regno Unito, Stati Uniti e Corea, e su Xbox Game Pass, l’abbonamento che permette di avere un centinaio di titoli da scaricare a 9,99 euro al mese.

La paura di Stadia

Chiaramente Microsoft ancora non si sbottona su una faccenda che ha i contorni del giallo. Fin dal 2018 si parla di due console in arrivo, la potente Anaconda, ovvero la Xbox vera e propria, e la Lockhart. A giugno però ecco la prima marcia indietro: Microsoft stessa annuncia che Scarlett sarà una sola console di alto livello. Si pensava quindi che Lockhart fosse stata cancellata. Almeno fino ad oggi quando si parla anche di una data, il dicembre 2020. Forse un passo indietro c’è stato davvero e il ripensamento potrebbe essere dovuto all’irruzione sul mercato di Stadia che non è una vera e propria console.

Simile a Netflix, tramite un abbonamento mensile permette di giocare a titoli di primo piano acquistando un semplice pacchetto base da 129 euro con un controller e un Chromecast, la «chiavetta» che si connette al televisore e permette di ricevere i servizi di Google. Un sistema leggero e molto economico: il lavoro di macchina vero e proprio, quello che richiede un hardware potente e costoso, lo fanno infatti i server di Big G che inviano il gioco elaborato al nostro televisore e ricevono i nostri comandi. Alla fine quindi basta avere solo una connessione robusta per avere fluidità anche in 4K. Insomma, è un’avversaria che fa paura e Microsoft come Sony non possono non tenerne conto. La prima ha fatto la sua mossa, adesso tocca ai giapponesi.

La nuova Xbox si sdoppia: ci sarà anche la versione solo digitale

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WhatsApp è vintage, arriva l’avviso di chiamata

whatsapp android

WhatsApp è vintage, arriva l’avviso di chiamata

Solo su Android, ma non si potrà mettere in pausa la prima telefonata

WhatsApp torna al passato: arrivano gli avvisi di chiamata. L’aggiornamento è disponibile al momento solo per Android e include la funzione per le videochiamate. In pratica, se si è già impegnati in una telefonata e se ne riceve un’altra, un suono avviserà dando la possibilità di scegliere se cambiare o meno interlocutore.

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PlayStation Store: doppi sconti su 80 titoli a catalogo, tra cui Darksiders III e Far Cry 5

Sony annuncia una nuova serie di promozioni – dopo quella riservata a diversi giochi giapponesi – nuovamente incentrata sul PlayStation Store, con il ritorno dei “Doppi Sconti” validi fino al 12 giugno. L’iniziativa si rivolge innanzitutto agli abbonati al servizio PlayStation Plus, in grado di usufruire di uno sconto doppio (fino al 60%), su alcuni titoli selezionati, tutti gli altri possono invece approfittare dei normali ribassi fino al 30%.

Da segnalare anche le due promozioni già in corso, che dureranno sempre fino al 12 giugno, che propongono tutta una serie di giochi a meno di 15 e 5 euro. L’offerta della settimana è invece dedicata al famoso gioco di guida open-world Need For Speed Payback – da noi recensito sul finire dello scorso anno – e a Burnout Paradise, titolo altrettanto interessante in grado di offrire un’esperienza di guida al cardiopalma.

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Arrivano i Days of Play con tante offerte sui prodotti PlayStation

Sony ha in programma una serie di offerte sui prodotti PlayStation. I Days of Play partono il 7 giugno con una PlayStation 4 Limited da un 1 TB e si prosegue con una serie di sconti anche su giochi appena arrivati sul mercato, come Days Gone a 49,99€, o altre esclusive importanti come God of War e Marvel’s Spider-Man a 29,99€. L’iniziativa scade il 17 di giugno, trovate qua sotto tutti i dettagli in merito.

COMUNICATO STAMPA

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Cosa sono le eSIM per i telefoni e come funzionano

Cosa sono le eSIM per i telefoni e come funzionano

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Negli smartphone lo spazio è sempre più importante, e per far spazio a nuove componenti presto dovremo salutare le classiche SIM e abbracciare le eSIM

All’interno degli smartphone del futuro lo spazio sarà tutto. La ricerca di maggiore alloggiamento per batterie, schermi e sensori farà, per forza di cose, delle vittime. Per questo Apple ha deciso di sacrificare il jack per le cuffie da 3,5 millimetri, ma presto anche la sim potrebbe essere rimpiazzata con le eSIM.

I telefoni di oggi hanno funzioni all’avanguardia, tanto da non temere il confronto con alcuni computer. Per renderli così efficienti, però, nel tempo progettisti e designer hanno dovuto “tagliare” alcune componenti. Soprattutto per far spazio a batterie in grado di resistere ad applicazioni sempre più specializzate e potenti. Secondo molti esperti presto anche le classiche SIM verranno sostituite per evitare che i loro slot occupino troppo spazio. Al suo posto vedremo delle eSIM anche chiamate SoftSIM. In pratica un microchip stampato sulla scheda logica dello smartphone, o su qualsiasi altro dispositivo elettronico con connettività alla rete cellulare.

Cosa sono le eSIM

In pratica al posto della classica schedina, che nel tempo se ci fate caso è diventata sempre più piccola, avremo un microscopico dispositivo capace di contenere tutti i dati sinora conservati all’interno dei circuiti della classica tesserina di plastica. A dirla tutta le eSIM non sono una vera e propria novità. Dispositivi simili sono già in uso su smartphone e tablet, solo che non ricoprono la funzione di sostituire una SIM ma vengono usate per salvare dati utili all’uso del telefono. Nessun problema per quanto riguarda il codice ICCID,ovvero quello che identifica univocamente la SIM ed è utilizzato in fase di passaggio da un operatore all’altro, anche questo potrà essere inserito nelle SoftSIM, o eSIM che dir si voglia.

Vantaggi delle eSIM

Oltre al recupero evidente di spazio che verrà usato dagli sviluppatori e dai produttori per realizzare nuove funzioni è evidente che le eSIM portano dei vantaggi anche agli utenti. Il consumatore infatti con questo sistema accorcerà i tempi necessari nel cambio d’operatore, in quanto non dovrà più sostituire la scheda fisica in plastica. Basterà una chiamata al servizio clienti per spostare i propri dati sulla nuova utenza. In questo modo si eviterà anche di perdere i numeri di telefono salvati sulla SIM e non trasferiti prima del cambio d’operatore. Per non parlare poi dei problemi quando si cambia smartphone. Spesso la scheda del vecchio telefono non è compatibile con il nuovo (in base alla grandezza, Normale, Micro o Nano). E bisogna recarsi dal nostro operatore per richiederne una nuova. Operazione che oltre tempo costa anche denaro. Con le eSIM questi passaggi verranno annullati.

Come registrare una SIM virtuale

Al momento il vero problema delle eSIM è che i produttori non hanno uno standard univoco per l’utilizzo. Questo significa che al momento creare una propria scheda virtuale potrebbe essere più complicato rispetto all’uso di una classica SIM. Apple è una delle poche aziende che ha presentato un piano chiaro a riguardo per gli utenti. Per registrare una eSim basta andare su Impostazioni e quindi accedere alla sezione Cellulare. A questo punto dovremo attendere qualche istante e comparirà una scheda informativa dove potremo selezionare uno degli operatori telefonici disponibili nella zona in cui ci troviamo. Sarà possibile scegliere tra le varie tariffe e promozioni disponibili in quel momento e sottoscrivere così il contratto con l’operatore che si preferisce. Al momento questa soluzione è possibile solo su iOS. Vista l’importanza dell’argomento però non è da escludere che a breve anche molti altri produttori spiegheranno i loro piani sulle SIM virtuali.

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The Division 2, finalmente anche gli utenti console hanno completato il raid

The Division 2, finalmente anche gli utenti console hanno completato il raid

Gli  utenti di console di The Division 2 sono  sul piede di guerra contro Ubisoft, colpevole , a detta loro, di aver creato un raid al limite dell’impossibile. La sfida in questione, dal nome Operazione Ore Buie, si era infatti rivelata essere fin troppo ostica per i giocatori del titolo su Xbox One e PlayStation 4. Nessun problema invece per i player su PC, che hanno portato a termine più volte il raid.

A finire sul banco degli indiziati erano stati in particolare il framerate, bloccato a 30 frame per secondo sulla console di casa Microsoft e sull’ammiraglia Sony, e una mappatura dei comandi non congeniale su controller. La difficoltà offerta da Operazione Ore Buie si è rivelata talmente elevata che la community del titolo ha addirittura richiesto alla software house francese di provare l’effettiva fattibilità della quest.

Dopo la tempesta generata da tutte queste polemiche è però presto arrivato il sereno: sia i giocatori su Xbox One che quelli su PlayStation 4 hanno infatti portato a termine Operazione Ore Buie. Una sfida che ha visto i fan della console Microsoft trionfare in velocità, avendoci messo solamente 17 ore per portare a termine il raid, contro le 36 che sono invece state necessarie ai possessori della console giapponese. Tutto è bene quel che finisce bene, no?

Nonostante queste piccole problematiche, quello creato da Ubisoft è un titolo di tutto rispetto: “The Division 2 è il migliore lancio di uno shooter a mondo condiviso fortemente incentrato sul loot: è massiccio, appagante, completo e da qui può solo migliorare con nuovi contenuti.”

Che le polemiche relative alla difficoltà di Operazione Ore Buie si possano finalmente dichiarare concluse? Siete riusciti voi a completare questo primo difficoltoso raid o vi siete incagliati in qualche scontro? Fatecelo sapere nei commenti!

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